Marcello Romeo, “La canzone che verrà”  si presta a scovare talenti in tutta Italia; per ricercare coloro che saranno gli artisti del domani 

Marcello Romeo direttore artistico di "La canzone che verrà"
Marcello Romeo direttore artistico di “La canzone che verrà”

Domenica 24 novembre, al Teatro del Navile di Bologna, ci sarà la nuova edizione della manifestazione musicale La canzone che verrà, la kermesse ideata per scoprire i talenti del domani, per cantautori e interpreti. Sotto la direzione artistica di Marcello Romeo, del M.° Luca Bechelli, del M.° Raffaele Montanari e di Lorella Moretti, La canzone che verrà si presta a scovare talenti in tutta Italia; per ricercare coloro che saranno gli artisti del domani e non solo.

Nello storico teatro di Navile sito in Via Marescalchi, 2/b, la rassegna ospiterà interpreti e cantautori che, in competizione tra loro, porteranno inediti o brani tratti dal grande repertorio discografico dell’indimenticato cantautore bolognese, per aggiudicarsi la vittoria e impressionare la giuria composta da grandi professionisti del settore.

Alla conduzione dell’evento Natascia Merighi e Marcello Romeo, conduttori di Music Generation su Radio Italia anni 60.

Noi abbiamo raggiunto Marcello Romeo, il tuttofare di questa manifestazione, per farci raccontare questo attesissimo contest e per farci svelare qualche segreto o curiosità.

Ciao Marcello, inizierei chiedendoti di questa manifestazione. Come nasce La canzone che verrà?

Già in passato, in altri contest musicali, ho avuto modo di dare spazio e scoprire artisti emergenti e non, in giro per l’Emilia Romagna e l’Italia intera. Per me, quindi, non è una cosa nuova questa manifestazione. Tuttavia, sentivo l’esigenza di dare un nuovo impulso e di creare a Bologna una manifestazione che desse spazio agli artisti. La canzone che verrà è quindi la naturale prosecuzione di questa mia volontà, un evento utile a scoprire gli artisti del domani, in un luogo magico per me e per la città.

La canzone che verrà - Locandina
La canzone che verrà – Locandina

Chi ti accompagnerà in questa avventura?

Ad accompagnarmi nella conduzione ci sarà Natascia Merighi, poi saranno presenti il M.° Luca Bechelli, il M.° Raffaele Montanari e Lorella Moretti e infine ci sarà una super giuria con tanti professionisti. Inoltre, viste le tante proposte che ci sono arrivate, ho deciso di coinvolgere la PMS, la BMRG e la Watt Musik Records, anche perché oltre al vincitore, anche altri artisti avranno la possibilità di ricevere una targa, un riconoscimento o essere addirittura prodotti.

Ci puoi già dire quanti saranno e come saranno divisi gli artisti per questo evento?

Saranno un totale di 24 artisti, suddivisi in 14 interpreti e 10 cantautori. All’interno del contest alcuni porteranno degli inediti, altri invece porteranno delle cover di Lucio Dalla. Posso dire però, che tra loro ci sono dei talenti autentici ed è per questo che ci saranno diversi riconoscimenti che saranno assegnati nel corso della manifestazione.

Quindi, diversi i riconoscimenti che saranno assegnati da una giuria, ma da chi è composta questa giuria di esperti?

Come ogni evento musicale, anche la giuria deve essere all’altezza e quella de La canzone che verrà non è da meno. Infatti, all’interno di questa giuria troviamo grandi professionisti del settore, come: Pamela Reale, Mauro Malaguti, Claudio David, Donatello Ciullo, Enrico Spada, Roberto Costa e Raffaele Montanari. Grandi cultori che avranno l’arduo compito di decidere le vittorie finali e assegnare anche i vari riconoscimenti.

Marcello Romeo, La canzone che verrà il contest
Marcello e Natascia

Una serata dedicata alla musica, ma anche al ricordo del grande Lucio Dalla…

Il Teatro del Navile era la casa di Lucio! Quindi mi sembrava giusto rendere omaggio a Dalla attraverso la scelta delle cover da interpretare nel suo tempio. Brani immortali, che tutti amano e che verranno eseguiti in un luogo magico e tanto caro a Lucio.

Ci puoi svelare qualche aneddoto o curiosità legato all’evento o agli artisti che parteciperanno?

Sono arrivate centinaia di candidature per questo contest. Quindi la scelta non è stata per nulla facile, ma la bellezza di questa edizione, è che sono arrivate proposte da tutta Italia. Infatti, ci saranno anche canzoni dialettali all’interno della kermesse e canzoni di diverso genere. Ci saranno artisti di tutte le età e anche dei minorenni. Insomma, sarà una vera festa della musica con 24 artisti unici!

Ci saranno anche degli ospiti speciali durante l’evento?

Saranno presenti due artisti di talento che ci regaleranno grandi emozioni, come Silvano Valci e Giorgia Gungui e poi sarà presente anche un giovane artista di nome Kevin. Forse ci sarà anche qualche altra sorpresa, ma ci stiamo ancora lavorando e non voglio dire troppo.

Marcello Romeo, La canzone che verrà il contest 3
Marcello Romeo

In conclusione: puoi già dirci qualcosa o comunque regalarci un piccolo spoiler per gli amici di Musica 361 sul contest La canzone che verrà?

Posso dire i nomi che parteciperanno all’evento! Abbiamo fatto una difficile scrematura e tanti validi artisti sono rimasti fuori, tuttavia, quelli che abbiamo scelto, sono grandi artisti. Comunque, tra i cantautori scelti, i nomi sono: Leonardo Pecchioli, Giorgio Abrate, Alessandro D’Andrea, Roberto Funaro, Pino Paolessi, Duo Asap, Samuele Esaltato, i Troppo Umani, la Camelot Band Mirko Errani, Vapoelias e Giaka. Mentre per gli interpreti troviamo: Costanza Francesconi, Carol Fiordi, Elsa Ghelardoni, Sara Sgatti, Elisa Brambilla, Ludovico Franzo, Nicolò Scarabelli, Silvia Capecchi, Giò Calabro, Stefania Belli, Laura del Ry, Linda Cucchiara, Gabriella Ferrara e Giacomo Bastiani.

Articolo a cura di Francesco Nuccitelli

Max De Lorenzis: “Ciao come stai?”, una poesia in musica che trasforma il dolore della perdita in un’eterna dichiarazione d’amore

Max De Lorenzis: “Ciao come stai?…to be continued
“Ciao come stai?” ultimo singolo di Max De Lorenzis

Max De Lorenzis è uno dei cantautori indipendenti più interessanti e talentuosi della scena musicale pugliese. Dotato di una voce calda e avvolgente, e una scrittura raffinata e sensibile, ha conquistato il pubblico con la sua capacità di fondere i suoni della tradizione locale con influenze internazionali. Il suo ultimo singolo, scritto in un momento di grande fragilità, è una lettera d’addio, toccante e struggente, rivolta ad un primo amore che non c’è più. Solo attraverso la musica questo legame vivrà per l’eternità, sopravvivendo al tempo e allo spazio. In un mondo che spesso corre troppo veloce per soffermarsi sulle emozioni, Max ci invita a rallentare, a vivere intensamente ogni istante, con la consapevolezza che ciò che abbiamo amato resta con noi, sempre.

Buongiorno Max e bentrovato tra noi! Come stai affrontando questo periodo della tua vita?

Sono molto sereno e tranquillo in questo momento. A livello professionale è un periodo particolare, di trasformazione e di evoluzione. Mi sto togliendo grandi soddisfazioni, come la pubblicazione del mio primo album di debutto, “La 5a casa”, da cui ho estratto tre brani finora. Non mi aspettavo di ricevere tutto questo riscontro, senza il supporto di una Major oltretutto. Nonostante lavori da indipendente, riesco ad ottenere i miei piccoli grandi risultati. Tutti i singoli pubblicati sono entrati sia nella classifica indie che in quella italiana nella top 10. Perfino l’intero disco sta nella top 50 di iTunes Italia. È stato un percorso molto riflessivo, ho scritto tutti i testi in prima persona perché volevo raccontare qualcosa di vero che avevo vissuto in modo diretto e soprattutto che potesse aiutare l’ascoltatore nei momenti in cui ci si sente più soli.

Come trovi l’spirazione per scrivere?

Il mio processo creativo è un po’ particolare: all’inizio mi creo mentalmente la melodia e poi creo un concept. Nel caso del primo album, la quinta casa è il luogo in cui l’essere umano deve scoprire chi è, allontanandosi dall’appiattimento e dal giudizio altrui. Nel tempo ho capito di saper comunicare molto di più attraverso la musica che con un dialogo faccia a faccia con un amico, poiché dal vivo non riesco ad esternare più di tanto.

Entriamo nel merito dell’ultimo singolo estratto, “Ciao come stai?”. Ci racconti la storia di questo brano?

Rappresenta il cuore dell’album, è una ballad; è una semplice lettera d’amore senza troppe pretese, dedicata ad una persona che non c’è più. Inizialmente non ero molto convinto di inserirla nell’album, è stata fatta una sola registrazione dato che mi toccava molto interiormente. Nel testo parlo di un altro tipo di forma d’amore, ossia il dolore, che meritava la sua espressione e di non rimanere chiuso nel cassetto.

Max De Lorenzis: “Ciao come stai?…to be continued 1
Max De Lorenzis

Ci spieghi la scelta del videoclip?

Ho scelto la via della semplicità e della delicatezza perché volevo rispettare le sensazioni che avevo. Il video, girato in Puglia, tra le onde del mare, mi vede vestito di bianco, quasi a simboleggiare la purezza e la fragilità di un angelo caduto dal cielo. È una scelta visiva che riflette perfettamente l’essenza del brano.

Mentre scrivevi e realizzavi questa canzone e anche dopo averla pubblicata come ti sei sentito dentro?

Mi sono sentito più leggero, con un peso di meno. Prima ancora di pubblicare un qualsiasi brano si crea sempre quell’effetto di adrenalina; successivamente, appena viene rilasciata, svanisce tutto.

La musica per te è terapeutica?

Assolutamente sì, l’intero album ha assunto questo valore. La quinta casa è un rifugio personale, malinconico e vulnerabile allo stesso tempo. Mi ha fatto bene scrivere di pugno mio tutte e 12 le tracce. Ho iniziato questo progetto 4 anni fa e oggi posso costatare come sia ancora attuale per sound e testi. Ora vivo un periodo di transizione ma ho delle vesti più mature.

In quale momento della tua giornata preferisci scrivere?

Sicuramente la notte, ci sono silenzi che parlano ed è una condizione fondamentale. La notte la usavo anche in altri contesti, quando andavo a scuola studiavo la sera, facevo le ore piccole.

Che legame hai con la tua terra nativa?

Mi sento molto legato al mare che qui in Puglia fa da padrone ed è anche molto limpido. Mi ispira anche in fase di scrittura.

Coltivi altre passioni nel tuo tempo libero?

Mi piace molto leggere, fare yoga, passeggiare e stare in contatto con la natura.

Max De Lorenzis: “Ciao come stai?…to be continued 2
Max De Lorenzis

Che rapporto hai costruito con il tuo pubblico?

Ho un rapporto genuino, ascoltano e non vanno oltre la canzone. Questo per me è importante perché cerco sempre di mantenere un po’ di distanza tra vita privata e artistica. Ricordo che, quando è uscito “Ci sarò”, ho ricevuto molti messaggi di incoraggiamento e feedback positivi.

Ricordi un momento preciso in cui hai iniziato a fare musica?

Di preciso no, però so che ho sempre avuto questa vocazione; fin da piccolo coloravo le mie giornate con la musica e con la tastiera che, attualmente, è il mio strumento preferito.

Qual è il sogno più grande che hai?

Comunicare fin quando ho la possibilità di utilizzare la mia voce.

Programmi per il futuro?

Stiamo lavorando su più fronti. Spero di pubblicare altri due o tre singoli e nei prossimi mesi rilascerò anche una collaborazione con un DJ americano al quale è piaciuta molto la canzone “Nessuno”, con un testo particolare che tratta il tema del bullismo. Ha intenzione di fare un remix e se tutto andrà in porto per me sarà un onore. Sicuramente chiuderò un libro e ne aprirò uno nuovo.

Articolo a cura di Simone Ferri

Il rapporto tra musica e matematica: confronto tra pubblico francese e Greta Cominelli, Renato Caruso e Gaetano Cappitta

Il rapporto tra musica e matematica a Marsiglia
Il rapporto tra musica e matematica – Renato Caruso, Greta Cominelli e Gaetano Cappitta

Nella pittoresca e suggestiva città di Marsiglia in Francia si è tenuto un interessante dibattito sul tema “Rapporto tra musica e matematica”, presso l’associazione culturale Passaparola lo scorso venerdì 11 ottobre.

“Chiffres e Notes” è stata un’occasione di confronto tra pubblico francese e rappresentanti della musica italiana, che ha visto protagonisti Renato Caruso chitarrista, compositore e docente di musica, Greta Cominelli cantautrice e performer e Gaetano Cappitta percussionista.

Il suggestivo evento si è aperto con un momento di dibattito e di confronto, durante il quale Caruso ha spiegato il rapporto tra musica e matematica interagendo con Sebastiana Frau organizzatrice dell’evento e figura rappresentante di Passaparola e rispondendo alle domande del pubblico. Dopo il momento teorico, c’è stato un live durante il quale i tre artisti hanno deliziato il pubblico con alcuni brani della musica italiana e un inedito, spaziando tra varie sonorità ritmiche contaminate da colori latini.

I tre artisti raccontano questo progetto della loro prospettive

Il rapporto tra musica e matematica a Marsiglia

Il rapporto tra musica e matematicaRenato Caruso:  “Il rapporto tra musica e matematica e le influenze della musica francese”

Renato, quali sono state le domande che ti hanno più colpito durante l’esposizione del rapporto tra musica e matematica?

Mi ha fatto delle domande su Galileo Galilei ed erano incuriositi nel sapere che Vincenzo, padre di Galileo fosse un musicista che aveva scoperto diverse cose, riguardanti l’opera musicale e la suddivisione dell’ottava in 12 parti uguali.

La terra di Francia ha avuto personaggi come Rameau che ha influenzato la composizione delle attuali canzoni, e Fourier determinante per il formato mp3, Spotify e l’I.A. La Francia è ancora un paese ispiratore e crea tendenze, al pari degli Stati Uniti e dell’Inghilterra?

La Francia è una Paese ispiratore soprattutto per l’ambiente e la sua bellezza.  Noi abbiamo preso alcuni aspetti dall’opera francese.  Nella loro musica c’è la tendenza a imbastire più generi e culture. Questo mix molto sentito crea apertura e nascono fenomeni interessanti.

Mentre vivevi quell’esperienza, sono nate nuove idee per i tuoi progetti futuri?

Mi è venuto la voglia di riprendere gli studi di Fourier e Rameau, e approfondire lo studio della musica. Inoltre, sicuramente partirò con la scrittura di un nuovo disco.

Il rapporto tra musica e matematica a Marsiglia 2

Greta Cominelli: “Il mio sound “Tra Venere e Marte”, cantautorato e le influenze internazionali”

Greta, nel tuo primo Ep di esordio “Tra Marte e Venere” ci sono i colori delle tue radici di ascolto e di studio: latino, black per citarne alcuni, con stili musicali e linguaggi diversi. Un lavoro nel quale hai portato anche la musica internazionale. Cosa hai provato vivendo questa esperienza musicale “dal vivo”?

Poter cantare stili e linguaggi musicali differenti, soprattutto dal vivo, ha dato conferma alle mie intuizioni. Questa è stata infatti una scelta positiva perché coinvolgente e arricchente: ho notato curiosità e interesse da parte del pubblico e mi sono sentita libera di esprimere le mie emozioni e influenze musicali.  Amo raccontare me stessa attraverso una musica varia cercando il più possibile di non essere scontata e mi pare proprio che questa scelta stilistica intrapresa sia stata apprezzata.

Quali sono i brani che avete cantato? Avete preparato degli arrangiamenti ricercati?

Abbiamo studiato degli arrangiamenti unici perché cuciti sulla mia voce e sulla chitarra di Renato e Gaetano è entrato a far parte della nostra formazione in modo molto naturale e perfettamente in linea con le nostre aspirazioni. Il repertorio che abbiamo costruito è variegato e pensato per omaggiare la nostra Terra, per mettere in luce le perle della musica italiana.

Il live ha avuto inizio con un medley di Lucio Battisti composto da “Il mio canto libero”, “Mi ritorni in mente “e “Con il nastro rosa”. L’intento era far ascoltare una nostra versione del cantautore, crescendo in dinamica, partendo in modo dolce, facendo emergere molta introspezione e carattere poi e concludendo con tanta energia. In seguito, siamo passati ad uno dei classici italiani più conosciuti al mondo: “Tu vuo’ fa l’americano” e mantenendo il riferimento alla città di Napoli che tanto ha regalato dei suoi grandi musicisti, e non poteva mancare uno spazio dedicato al grandissimo Pino Daniele. “Quando”, dai toni malinconici e melodici ha creato grande contrasto con la precedente briosa e ritmata canzone di Carosone.

Con “Destinazione Paradiso” di Gianluca Grignani, abbiamo continuato il nostro viaggio nel cantautorato italiano passando per gli anni ’90. Abbiamo proseguito con un brano a me molto caro, non solo per l’orecchiabilità della sua composizione, il nostro arrangiamento molto spagnoleggiante, ma in modo particolare per il suo testo, forte, pregnante e provocatorio: “La bambola” di Patty Pravo.

Abbiamo inserito anche una canzone in lingua inglese “Beautiful that way”, in questo caso volendo portare maggior attenzione alla melodia composta dal maestro Nicola Piovani, scelta come colonna sonora del film “La vita è bella”, uno dei nostri migliori capolavori cinematografici. Il live si è concluso con un mio inedito dalle influenze cubane e spagnole “Sirena in un secchio di vernice” e con una delle mie canzoni preferite di Cesare Cremonini “La nuova stella di Broadway”, brano a mio avviso “magico” per il suo rimando tanto poetico e introspettivo quanto liberatorio ed energico.

Avete anche fatto solo un inedito, forse perché è un po’ rischioso per un pubblico che vi sta conoscendo. Qual è stata la tua sensazione?

In questa occasione abbiamo sperimentato noi stessi in un territorio nel quale non siamo stati ad esibirci prima e abbiamo dunque preferito proporre solo un inedito, ma è avvenuto quello che in cuor mio mi aspettavo: un grandissimo apprezzamento per aver proposto musica nostra. Abbiamo avuto infatti modo di appurare quanto le persone all’estero siano decisamente affascinate e totalmente rapite dalla musica italiana, e inoltre di comprendere quanto sia apprezzato il concetto della creatività.

È stato molto gratificante esser lì per loro a cantare e ci siamo resi conto della fortuna di poter rappresentare la musica italiana. Mi ha molto colpita un commento di un maestro di violoncello conosciuto dopo l’evento, si è complimentato e ci ha detto: “voi italiani avete l’arte nel sangue e avete un marcia in più rispetto a noi francesi”. Se è vero non lo so, ma sicuramente al più presto vorrei potere ripetere questa bellissima esperienza.                                                                                             

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Gaetano Cappitta:   “L’esperienza artistica in Francia, il ritorno a casa e la voglia di scoprire nuovi ascolti”

Gaetano, sei un percussionista siciliano e parigino di adozione. Il tuo modo di suonare come sta crescendo in Francia?

Sicuramente c’è una crescita perché i miei ascolti sono cambiati. Vivendo la città di Parigi ho la possibilità di ascoltare un numero di artisti e di generi che non conoscevo.  Fa parte del percorso di ogni artista seguire questa strada di cambiamento.  Inoltre, sto facendo molto esperienza di busker e questo aiuta a prendere consapevolezza dei gusti della gente senza risparmiarsi e dando il 100%. Al di là del piccolo errore tecnico, arriva l’energia e tutto quello che vuoi esprimere in quel momento: questo è il motivo per cui suoniamo.

Come è nato questo incontro musicale con Renato e Greta?

L’incontro è nato inizialmente con Renato, che mi chiamò per un progetto molto interessante con Patrizia Cirulli.  Da questa idea è nato un quartetto e si è sviluppata la nostra collaborazione, facendo anche alcune date. Tra di noi c’è un feeling particolare.

Dopo ho conosciuto Greta e successivamente proposi a Renato, quando abitavo a Milano, di suonare assieme. Non abbiamo fatto nulla nel capoluogo lombardo, perché sono partito per la Francia. Dopo, ci siamo ritrovati a Marsiglia.

Oltre portare le tue percussioni e tua energia in questo interessante progetto, come è stato il ritorno a casa con Greta e Renato, sia emotivo che musicale?

Oltre l’energia, questo progetto mi ha portato la gioia di suonare con Greta, perché il suo entusiasmo è travolgente. Sono sempre affascinato quando incontro artisti che hanno voglia di fare e mettersi in discussione.  Risuonare alcuni brani mi ha riportato alla mia carissima Italia e ai bellissimi ricordi dei vissuti musicali a Milano: un ritorno a casa molto toccante.

È meraviglioso vedere nella vita di tutti i giorni, come la musica italiana sia amata in Francia e soprattutto in tutto il mondo. Siamo famosi nel mondo per il bel cantato e lo abbiamo portato a Marsiglia.

Sono stato molto contento e avrei fatto altre date, tante altre.

Articolo a cura di Raffaele Specchia

Whitemore, il nuovo singolo “Trema”, un mix di ribellione, desiderio di evasione e ricerca di connessione, una nuova tappa nel percorso musicale del duo

Whitemore, con “Trema” rappresentanti della Ita-Pop

Whitemore, il duo formato da Riccardo Riccio e Miriam Santangelo, presenta il nuovo singolo “Trema”. Il brano segna una nuova tappa nel percorso musicale del duo, che sta ottenendo attenzione nel panorama della pop dance italiana.

Whitemore definiti come rappresentanti della “Ita-Pop”, un movimento musicale ispirato al successo del K-Pop coreano, ma con una produzione italiana. La “Ita-Pop” mescola sonorità moderne, new-gen e ballabili con testi in italiano.

Il singolo “Trema” cattura un mix di ribellione, desiderio di evasione e ricerca di connessione. Nel testo, la protagonista si sente intrappolata in una routine monotona, rappresentata dalla città deserta e dall’hangover che sale. Il bisogno di liberarsi e vivere intensamente si manifesta in un’esplosione di energia, espressa attraverso l’invito a “saltare fino a far scoppiare il mondo“. Il brano racconta il desiderio di sfuggire alle aspettative e di immergersi in un’esperienza di pura adrenalina e follia fino a far “tremare” tutto.

Il lancio del singolo sarà accompagnato dalla pubblicazione di un videoclip che offrirà una nuova dimensione visiva al brano. Il video esplorerà i temi di libertà e ribellione presenti nella canzone, aggiungendo un ulteriore strato di significato all’esperienza musicale.

Whitemore - Trema - Copertina Digital Store
Whitemore – Trema – Copertina Digital Store

Il videoclip è stato girato in una discoteca, un luogo che incarna l’energia e la libertà del brano. I protagonisti, immersi nella frenesia della pista da ballo, vivono un’esplosione di emozioni, circondati da luci stroboscopiche e musica travolgente. La discoteca in seguito ad una “esplosione di energia” diventa una sorta di dimensione parallela, dove è possibile abbandonare la routine e vivere il momento senza inibizioni.

Riccardo Riccio e Miriam Santangelo hanno unito le loro forze musicali per dare vita a Whitemore, un progetto nato dalla fusione di esperienze e influenze diverse. Con un background che include studi formali al conservatorio e anni di esibizioni dal vivo, il duo ha sviluppato un sound che mescola la melodia pop italiana a sonorità dance internazionali. Riccio, produttore e musicista, si occupa della parte strumentale, mentre Santangelo è la voce del gruppo e coautrice dei testi.

Whitemore
Whitemore

Dopo l’uscita di “Trema”, i Whitemore sono impegnati nella preparazione di nuovi brani che seguiranno la linea tracciata dal singolo, con l’obiettivo di continuare a espandere il loro progetto Ita-Pop. Nei prossimi mesi sono previsti altri rilasci e collaborazioni.

Video intervista a cura di Domenico Carriero

Anoraa, tra smarrimento e confusione nasce “Caduti dal cielo”, un viaggio interiore lungo, tortuoso e affascinante

Anoraa, “Caduti dal cielo” tra smarrimento e confusione
Caduti dal cielo – cover – ANORAA

Caduti dal cielo”, l’ultimo EP della giovane cantautrice ligure Anoraa. In questo album, tra alti e bassi, tra gioie e dolori, ci si confronta con le proprie fragilità, con i propri limiti e con le proprie ambizioni e aspirazioni. Un turbinio di emozioni è quello che troviamo in questo album e soprattutto nell’animo di Anoraa, che si mette a nudo e ci fa fare un viaggio tra i suoi momenti, belli o brutti che siano, ma essenziali per la sua musica: vera, sincera e trasparente. Noi di Musica 361 abbiamo deciso di raggiungerla per una piacevole chiacchierata.

Ciao Aurora, è un piacere averti qui tra le pagine di musica 361. Iniziamo da questo EP: quali sono le emozioni che ti hanno accompagnato per questo lavoro?

Ciao e grazie a voi per l’invito! “Caduti dal cielo” ha preso vita in un momento piuttosto confusionario, potrei definirlo quasi di “smarrimento”. Quel periodo mi ha permesso di gettare tutto il mio malessere nella musica. È un connubio di emozioni quindi per me: c’è della malinconia, che si percepisce all’interno dei sound; c’è della consapevolezza rispetto tutto ciò che mi stava travolgendo in quel momento e in ultimo, quel filo di leggerezza e spensieratezza, velate, ma presenti.

Caduti dal cielo”, quando nasce l’esigenza di questo Ep?

Caduti dal cielo” è il risultato graduale di tutti i miei attimi di pura intimità, quelli in cui metto le mani sul mio pianoforte o sulla mia chitarra e inizio a scrivere la mia storia. Come “Follia”, il brano che apre l’EP, è una ballata, o forse una corsa tra tutti i volti delle persone per capire se mi somiglino e il traguardo raggiunto dove prendo coscienza delle mie forze e capacità.

Anoraa, “Caduti dal cielo” tra smarrimento e confusione 1
Anoraa

Un viaggio interiore che ti ha regalato forza e consapevolezza. È stato un modo per scoprire un altro lato di te?

È sicuramente un percorso di scoperta del mio ego, ma mai autoreferenziale. Di tutte le insicurezze, di tutte le cose che gli altri vogliono vedere e sentire, e di tutto quello che invece io voglio dire.

La Liguria come patria del cantautorato, ma cosa ti ha spinto alla musica e al raccontarti in prima persona?

Uno sguardo ai grandi della musica è sempre presente. Indubbiamente questi sono un esempio di cultura, crescita e ispirazione. La musica è l’amica con cui mi confido, è il mio metro di giudizio, mi consiglia e mi conforta. Con lei posso deporre tutte le mie armi, con lei sono struccata.

La musica come forma di condivisione, ma la vedi anche come punto di contatto con chi ti ascolta?

La musica è il filo che connette tutti gli individui nel bene e nel male. È quel contatto per il quale però non provi repulso, che non respingi perché nessuno può farne a meno. Cioè, quando guardi o ascolti qualcosa o qualcuno sebbene questi non siano parti di te, egualmente ti trapassano e alla fine diventano tuoi amici. Quindi quel contatto da indiretto diventa diretto.

Il brano più rappresentativo, secondo te, di “Caduti dal cielo”?

Tutte le sei canzoni hanno una loro storia e un loro significato. Prima vi ho citato “Follia” perché racchiude quel senso di non appartenenza, ma sicuramente anche “Complicato” necessita di attenzione. “Complicato” è la canzone che chiude il progetto e si riferisce ad una lettera che ho scritto di mio pugno un paio di anni fa. Nel suo contenuto quella lettera incitava a lasciar correre, a non forzare nulla, a non necessariamente mantenere il controllo su tutti i singoli aspetti della vita, soprattutto rispetto alle interrelazioni. “È complicato ma ti rafforza da ciò che è stato”, è una frase all’interno della canzone ed è diventata il mio motto.

Anoraa, “Caduti dal cielo” tra smarrimento e confusione 2
Anoraa

In questo momento della tua vita, cosa ti auguri per la tua musica?

Con la mia musica spero che le persone possano sentirsi capite, soprattutto nel momento in cui non si sentono ascoltate. Ad oggi non è semplice aprirsi con qualcuno né tanto meno sentirsi accettato; purtroppo siamo in una società iper-presente e ipercritica, tante volte serve scappare, serve rifugiarsi in qualcosa, e lì c’è la musica. Questo non vuol dire “chiudersi” in sé stessi, ma piuttosto imparare a stare bene e a raggiungere da soli il proprio stato di serenità anche verso gli altri. Ora sto lavorando a nuovi progetti e sto sperimentando nuove combinazioni, che magari possano far emergere altri aspetti non ancora visibili ma che sicuramente ci sono perché io li sento.

Articolo a cura di Francesco Nuccitelli

Jadoo, DJ/Producer italiano  che si sta facendo largo in Europa, novità discografiche e nuovi progetti in vista 

Jadoo, DJ/Producer che si sta facendo largo in Europa

Jadoo, dj/producer italiano, ha pubblicato nell’ultimo periodo diversi singoli, tra cui risaltano “RitmiKa”“Katema” e “Secret Enemy”, con cui si è fatto notare dalla scena italiana e internazionale.

Il 2024, per il producer, si è rivelato un anno che ha determinato un vero è proprio punto di partenza, caratterizzato dal suo debutto su note etichette discografiche internazionali tra cui Groove Bassment, Atlast, Municipal Recordings e Profound.

Tra le numerose date del suo tour estivo e l’inizio della nuova stagione ricca di novità, la sua canzone più supportata è “RitmiKa” (uscita su Groove Bassment), che in pochissime settimane ha superato 230.000 ascolti su Spotify ed è stata suonata in Ucraina, Spagna, Svizzera e Giappone.

“Katema” (uscita su Municipal Recordings), è stata supportata da Revealed Recordings (label di Hardwell), Bingo Players, Hysteria e Panther’s Groove.

“Secret Enemy” (uscita su Atlast), ad oggi ha totalizzato più di 80.000 streams in meno di tre settimane su Spotify.

Jadoo, DJ/Producer che si sta facendo largo in Europa 1
Jadoo

È un periodo ricco di risultati e grandi progetti per Jadoo: date in Italia e all’estero, nuove produzioni in arrivo, sono alcune tra le novità per il suo progetto musicale.

Andrea Pipitone (Jadoo) è un DJ e produttore italiano nato nel 1998.

Suona e produce Tech House/Latin Tech House. Con le sue produzioni è alla costante ricerca di originalità e innovazione, raggiungendo il suo sound personale.

Jadoo, DJ/Producer che si sta facendo largo in Europa 2
Jadoo

Il suo debutto professionale avviene nel 2018 suonando come dj resident nei club più importanti della sua città, Catania. Nel 2022 si è esibito al Ministry Of Sound (Londra) e ad Amsterdam durante l’ADE. Recentemente ha suonato in Svizzera e Spagna.

Video intervista a cura di Domenico Carriero

Caroline Pagani, “Albergo a ore” per ricordare il fratello Herbert. Un brano intenso, capace di far vedere e rivivere con le parole una storia d’amore

Caroline Pagani - Albergo a ore - Cover
Caroline Pagani – Albergo a ore – Cover

È stato pubblicato Albergo a Ore, cover del brano del cantautore Herbert Pagani interpretata dalla sorella Caroline Pagani. Il brano è impreziosito dall’accompagnamento del pianista Danilo Rea e anticipa Pagani per Pagani l’album di prossima uscita dell’artista.

 “Albergo a ore” è un brano intenso, drammatico e poetico, capace di far vedere e rivivere con le parole una storia d’amore, calata in un’atmosfera in cui si sposano poesia e teatro.

 «Di “Albergo a ore” sono stati fatti tanti arrangiamenti e interpretazioni, l’hanno cantata Milva, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Alessandro Haber, Patrizia Laquidara, Antonella Ruggiero, Dargen D’Amico, Morgan, Leopoldo Mastelloni, Marcella Bella e altri ancora. Trovo che quello di Danilo Rea sia il più bell’accompagnamento di sempre – dichiara Caroline Pagani – Ho pensato a Danilo Rea perché, a mio parere, è uno dei più grandi pianisti viventi, fra tutti gli accompagnamenti che sono stati fatti di “Albergo a ore” trovo che il suo riesca a creare un’atmosfera, a calarti in uno stato d’animo, magico e coinvolgente.

Danilo è una persona splendida e generosa, mi ha dedicato del tempo per provare insieme dal vivo in live la canzone con l’accompagnamento in tonalità, modalità, mood e velocità diverse. “Albergo a ore” è un pezzo di teatro, un brano poetico che non ha bisogno di altro se non di una buona interpretazione. Nello spettacolo concerto la canto a cappella, mentre nel disco è giusto che ci sia anche la musica. Si è creato un bel connubio tra la parola poetica, recitata, cantata e la musica».

Caroline ha debuttato lo scorso maggio al Teatro Franco Parenti di Milano con lo spettacolo – concertoPer Amore dell’Amore, un omaggio musicale, teatrale e multimediale all’opera del fratello Herbert Pagani di e con Caroline Pagani per la regia di Giuseppe Marini e con Giuseppe Di Benedetto al pianoforte. Lo spettacolo-concerto racconta la figura poliedrica di Herbert il cantapittore, che cantava con la penna e disegnava con la voce e che faceva danzare insieme musica, prosa, poesia, canzone, radio, scenografia, scultura, pittura e teatro.

Il 9 e il 10 ottobre Caroline è stata al Teatro Lo Spazio di Roma con “Mobbing Dick”, uno spettacolo brillante, ironico, graffiante, uno spaccato fra comico e tragicomico, reale e surreale, sulla condizione delle artiste nel mondo dello show business. Tra serio e faceto, dramma e comicità esilarante, una riflessione su Eros e potere, ai tempi di Shakespeare così come nella nostra contemporaneità. Un teatro, un’attrice e un regista attraversano scene da Lucrezia Violata, Antonio e Cleopatra, Sogno di una notte di mezza estate, Romeo e Giulietta, Misura per Misura.

Caroline Pagani è un’artista poliedrica con una formazione variegata che abbraccia teatro, musica, drammaturgia, regia e recitazione. Laureata in Storia del Teatro Inglese a Milanoparla e recita fluentemente quattro lingue, si è specializzata in Scienze e Tecniche del Teatro a Venezia. Si è formata come attrice allo Stella Adler Studio of Acting di New York.

Ha collaborato con istituzioni teatrali di fama internazionale. Ha studiato e lavorato con importanti nomi del teatro come Calixto Bieito, Peter Greenaway, Giorgio Strehler, Luca RonconiDavide Livermore, contribuendo a spettacoli di grande impatto emotivo e intellettuale. Come drammaturga, ha collaborato anche con il Teatro Baretti di Torino, ottenendo riconoscimenti per le sue opere come “Hamletelia, Luxuriàs“, “Mobbing Dick”.

Caroline Pagani, “Albergo a ore” in ricordo di Herbert 1
Caroline Pagani

Ha anche tradotto “The Secret Love Life of Ophelia” di Steven Berkoff. La sua carriera è caratterizzata da numerosi successi, con premi nazionali e internazionali per le sue opere teatrali e le sue interpretazioni, come il Premio Fersen alla Regia nel 2023, dimostrando la sua versatilità e il suo talento.

Attualmente sta lavorando a nuovi testi teatrali e a un libro sull’Eros in Shakespeare. A maggio 2024 ha debuttato con lo spettacolo-concerto dedicato a suo fratello Herbert Pagani, coprodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano, ed è uscito il suo primo singolo, “Palcoscenico” con videoclip di cui ha curato sceneggiatura, interpretazione e regia.

Video intervista a cura di Domenico Carriero

Con l’album Eleven, Alis racconta il percorso di crescita, un cammino fatto di rinascite, ripartenze e voglia di riscatto

Alis - Eleven - Cover
Alis – Eleven – Cover

Alis è una giovane cantautrice di talento che riesce a mettere tutta se stessa in quello che fa. Nata e cresciuta a pane e musica, da subito si è contraddistinta per il suo ascolto attento e approfondito verso le sonorità internazionali. Influenze presenti già in Demone il primo EP e in Eleven il suo nuovo e attesissimo lavoro disponibile dal 16 ottobre e già presente su tutte le piattaforme digitali.

L’album rappresenta un nuovo percorso per Alis, un cammino fatto di rinascite e ripartenze e con 10 brani, cantati in italiano e in lingua inglese, che rappresentano il suo intero universo artistico, tra rock, punk, alternative e tra forza, determinazione e voglia di riscatto.

Un album che racconta quindi il percorso di crescita di un’artista, alla ricerca del suo porto sicuro e con la speranza di cambiare quello che non va.

Noi di Musica 361 l’abbiamo raggiunta per farci raccontare il suo Eleven e il lavoro dietro a questo progetto.

Ciao Alis e benvenuta tra le nostre pagine. Inizierei subito da questo album: quali sono le emozioni che ti hanno accompagnato per il progetto?

Questo progetto racchiude le tante emozioni che ho vissuto in questi anni. All’interno ci sono il senso di resilienza, di rivalsa e di rinascita, ma c’è anche una forte volontà di cambiare le cose. Con questo album voglio farmi portavoce di tutte quelle persone che non hanno voce, ma che vorrebbero cambiare le cose.

Alis, Eleven come simbolo di rinascita 1
Alis

Come nasce la necessità di Eleven?

Eleven nasce appunto con l’idea di parlare di rinascita. È una presa di coscienza verso una realtà passata che non ci appartiene più, ma che ci ha fatto crescere ed essere chi siamo oggi. È una sorta di rinascita dalle ceneri, proprio come avviene per la fenice. Un percorso evolutivo che ci fa crescere attraverso gli errori e i momenti bui. Eleven diventa così una lotta contro i nostri demoni passati che hanno contribuito però al nostro risveglio.

Qual è stato il brano che ti ha portato alla realizzazione di questo album?

L’idea nasce con la realizzazione del brano Il mio nome; è da lì che ho sentito la necessità di scrivere una serie di brani che mi rappresentassero veramente. Pezzi che insieme mi portassero a raccontare quello che vivevo e provavo in quel momento. Con Eleven quindi ho deciso di raccontare la realtà che mi circondava per come la vedevo e la percepivo.

Il brano che invece useresti per far conoscere questo progetto agli altri?

Sicuramente Letting Go, che è il primo singolo estratto di questo album ed è quello che caratterizza di più il concetto di rinascita; poi direi Eleven che è il brano che da il nome all’intero progetto. Quindi, partirei con loro, poi se ne dovessi scegliere altri, direi: Il mio nome e Città Dolente. Questi sono i brani che secondo me descrivono meglio la sceneggiatura dell’album.

Alis, Eleven come simbolo di rinascita 3
Alis

In questo album, oltre le canzoni, anche le collaborazioni diventano importanti. Quanto è importante per te avere un team di professionisti che ti segue?

È fondamentale! Senza Gobello Eleven forse non avrebbe mai visto la luce. Questo è un progetto che mi rappresenta pienamente, ma sapere di avere dietro una squadra forte, mi dà delle grandi certezze e la possibilità di rendere sempre al meglio. Avere un grande team come questo, mi ha fatto crescere tantissimo, artisticamente e personalmente.

Un album dal sapore internazionale, dove vengono utilizzati generi e sonorità lontane da quelle che offrono il mercato discografico odierno. Come mai questa scelta?

Sono cresciuta in una famiglia di musicisti e già da piccola ascoltavo musica, in particolare musica internazionale. Sono maturata quindi con delle sonorità e delle influenze più rock. I Paramore, i Nickelback, gli Evanescence e Avril Lavigne, mi hanno influenzato e hanno fatto sì che mi entrasse nell’orecchio quel tipo di sonorità. Così, quando mi sono ritrovata a scrivere, è stato per me istintivo ritrovarmi a utilizzare quelle melodie e quel modo di raccontare la musica. È come se avessi assimilato un’impronta che ora utilizzo anche per la mia musica.

Alis, Eleven come simbolo di rinascita 2
Alis

Con l’uscita di questo album, ti ritieni felice?

Assolutamente sì! Questa seconda uscita mi sta rendendo felicissima. Soprattutto mi ritengo soddisfatta, anche perché sono riuscita a far uscire tutto quello che volevo dire. Ho raccontato quello che volevo senza filtri. Sono felice e soddisfatta di questo lavoro.

Articolo a cura di Francesco Nuccitelli

Thomas oltre a proseguire la sua avventura nel programma “Tale e Quale Show” condotto da Carlo Conti in onda stasera alle ore 21.30, fa uscire anche due singoli

Thomas, da due nuovi singoli a “Tale e quale Show”
Thomas

Dal 27 settembre, è disponibile in digitale Salto Mortale,  il nuovo singolo del cantautore classe 2000 Thomas, che segue l’uscita di “Guarda come si fa” dello scorso 20 settembre.

Salto Mortale è un’anticipazione del nuovo progetto discografico del cantautore, in uscita prossimamente, nel quale rivela e approfondisce i due tratti caratteriali che meglio lo rappresentano.

Il brano, scritto da Berna, Enrico Palmosi, Marco Rettani e dallo stesso Thomas e prodotto da Dischi dei sognatori/ Quercus Production S.R.L./ Ada Music Italy con la produzione di Enrico Palmosi, racconta il sentimento dell’amore in tutte le sue sfumature e ambiguità.

«Salto Mortale parla dell’amore che, per citare Tenco, può essere definito come la forza più grande e, nelle sue contraddizioni, la più umana; un salto mortale che inizia senza avere una fine– racconta Thomas – Questo brano rappresenta, inoltre, il secondo lato, il lato B del mio nuovo progetto musicale di cui ne svela l’anima dark, introspettiva ed emotiva così diversa da quella rappresentata dal singolo Guarda Come Si Fa. Ho deciso di anticipare il nuovo album con i due brani che rappresentano veri e propri capitoli distinti, due canzoni opposte in un “45 giri digitale”».

Guarda come si fa è un brano intimo che racconta di come due perfetti sconosciuti possano diventare persone legate da un grande bene, qualcosa che avviene quotidianamente, un percorso semplice quanto bellissimo. Questo brano rappresenta, infatti, l’animo emotivo e profondo del cantautore.

Thomas sta stupendo tutti a “Tale e Quale Show” con le incredibili interpretazioni di Irama, Tananai, John Travolta, Tiziano Ferro, Justin Timberlake; per stasera annunciata quella di Gianluca Grignani. Sulla sua partecipazione allo show: «Sono felice, grato e pieno di energia, voglio vivere questa opportunità con grande curiosità e rispetto– afferma Thomas − Per me sarà un privilegio esplorare e cimentarmi in artisti diversi da me, e rendere omaggio alla loro musica con belle esibizioni

Thomas, cantautore e ballerino classe 2000, inizia da giovanissimo il suo percorso musicale studiando canto, chitarra e pianoforte con grande dedizione, la stessa che lo ha sempre contraddistinto anche nel ballo. Partecipa all’età di tredici anni alla trasmissione “Io Canto 4” sulle reti Mediaset con Gerry Scotti dimostrando già molto agio sul palco. Nel 2016 viene convocato a Roma per un provino nella scuola di “Amici di Maria De Filippi”, supera a pieni voti il casting ed entra ufficialmente nella scuola eseguendo “Uptown Funk” di Bruno Mars, dove si distingue per il suo talento come performer.

Il percorso di Amici lo porta con grande successo fino alla fase conclusiva del programma serale e a firmare un contratto con la casa discografica Warner Music Italy. Nel 2017 pubblica il suo primo album “Oggi più che mai”, che ottiene il disco d’oro in meno di 10 giorni, nel quale è compreso il singolo “Normalità”, successivamente, in pochissimo tempo, pubblica il suo secondo album “Thomas” che comprende i singoli “E’ un attimo” “Il sole alla finestra”.

Nel 2018 in occasione del suo 18° compleanno esce “Thomas 18 Edition” che ottiene nuovamente la certificazione oro ed interpreta la sigla del cartoon “Spirit” per la Dreamworks Animation; altra importante tappa è la chiamata da Londra della 20th Century Fox per rappresentare l’Italia nel teaser promozionale del film di successo “Bohemian Rhapsody”. A ottobre 2018, assieme alla sua crew di ballerini, ha aperto 3 concerti di Laura Pausini, durante il “Fatti Sentire World Tour”.

Thomas, da due nuovi singoli a “Tale e quale Show” 1
Thomas

Nel 2019 esce “Il calabrone” brano di Gabry Ponte che lo vede coinvolto insieme al cantautore Edoardo Bennato. A dicembre partecipa e arriva finalista a Sanremo giovani con il singolo “Ne80” e a gennaio del 2020 esce con il suo nuovo EP “Imperfetto”. Dal 2017 al 2020, durante il tour italiano e gli in-store nelle più importanti città italiane, partecipa a numerosi programmi televisivi come: Wind music award (Arena di Verona), Wind Summer Festival (Piazza del Popolo a Roma), Radio tour (Festival show – Radio Bruno – Radio Stop), Battiti live in Puglia e Radio Italia in piazza Duomo a Milano che consolidano una fanbase di mezzo milione di followers.

Negli ultimi mesi Thomas si è dedicato intensamente alla scrittura di nuovi brani, seguendo con cura un percorso assieme al nuovo team di produzione guidato da Ricky Quagliato, ottenendo così una maturazione artistica e un fuoco ben preciso per il nuovo lavoro discografico.  A giugno 2022 Thomas torna con il nuovo singolo “806”, brano che segna una nuova rinascita con un sound fresco e potente dal respiro internazionale. A ottobre 2022 segue il singolo “Monroe”. Nel 2023 è uscito il singolo 23:23.

Video intervista a cura di Domenico Carriero

Neidia: una voce dal “Medioriente”, un richiamo alla sua terra e apre le porte del suo nuovo mondo artistico con un brano che accende una luce sul tema della diversità

Neidia: fuori il nuovo singolo “Medioriente”
Neidia

Nadia Gomma, in arte Neidia, è una cantautrice Italo Egiziana, nata da mamma italiana e papà originario del Cairo. Le sue origini la spingono a ricercare delle sonorità che caratterizzano i due diversi continenti dai quali proviene, ricreando uno stile che riflette perfettamente l’idea di “unione di due mondi”. “Medioriente” racconta l’incontro di due personalità opposte che si completano grazie alle loro diversità, abbattendo le barriere sociali costruite nel tempo dai poteri forti, per perseguire interessi prettamente personali. Spesso l’apparenza inganna, bisogna saper andare oltre e vedere il bello.

Buongiorno Nadia e benvenuta tra di noi! Come stai e come ti trovi in questo periodo lavorativo della tua vita?

A livello musicale è un periodo un po’ particolare perché ho 30 anni e sappiamo bene come nella discografia italiana meno anni hai e più opportunità hai. Ho sempre quel senso di fretta per poter far sentire la mia musica, vivo sempre di rincorsa. Ma non sempre tutto dipende dall’artista; il mio amore per la musica è viscerale e non. Anche se non arriva il successo, non smetto di fare musica, è una parte di me importante.

Che ruolo occupa oggi la musica nella tua vita?

Occupa un bell’80%. Faccio anche altri lavori per potermi mantenere ma non sempre vengo ben vista dagli altri datori di lavoro per questo mio obiettivo che richiede comunque molto tempo ed energie.

Come hai scelto il tuo nome d’arte “Neidia”?

Non l’ho scelto io. Un mio amico, invece di chiamarmi Nadia, storpiava il mio nome in Neidia e pensandoci suonava carino. Tra l’altro, non è un nome che si utilizza nel mondo arabo.

Come trovi l’ispirazione?

Sono molto spontanea, non seguo schemi. Affronto tematiche sociali, non mi importa parlare dei soldi o del sesso come fanno i giovani trapper di oggi; posso anche farlo ma gli do una connotazione diversa, cerco di scavare le problematiche. Nessuno parla quindi spetta ai cantautori farlo.

Quali sono state le tue influenze musicali?

Sono cresciuta a pane e Giorgia, Elisa e Laura Pausini. Ho seguito le loro orme e ho lasciato un po’ indietro le mie. Ora mi sono distaccata perché avevo altro da dire e in modo diverso, cercandomi di adeguare alla discografia attuale.

Neidia - Medioriente - Cover
Neidia – Medioriente – Cover

Riguardo le tue origini italo egiziane, quali differenze hai trovato tra queste culture, musicalmente e non?

Musicalmente ci sono molte differenze, vengono utilizzate delle scale diverse. Se questo viene unito alle nostre sonorità escono fuori dei pezzi pregiati, quindi ho pensato di fare questo tipo di lavoro. Spero di poter educare l’orecchio, in particolar modo quello italiano, ad ascoltare pezzi che vadano oltre la classica musica patriottistica e commerciale. A livello culturale sono due mondi quasi opposti, e parliamo di valori morali, religiosi e non solo.

Sei riuscita a trovare un equilibrio?

Per trovarlo ho sofferto, non sempre vengono accettate determinate scelte. Tutt’oggi pago le conseguenze di questo equilibrio però per me la libertà di pensiero non ha prezzo. Il rapporto personale con la religione o con la cultura in generale è mio e non deve essere di nessun altro.

Quanto ti senti legata alle tue origini? Una parte del tuo cuore è ancora fermo lì dove hai vissuto?

Al di là di qualsiasi cosa, io ho quel sangue e non posso ripudiare nulla. Sento radici molto forti da entrambe le parti.

A tal proposito parliamo del tuo ultimo singolo, “Medioriente”? Come nasce questa canzone e che significato ha per te?

Questa canzone è una sorta di gratitudine. Ringrazio in particolar modo una persona che mi è stata molto vicina. Il mio carattere non è sempre facile, a volte ho degli attacchi di ira e sono impulsiva. Nonostante io sia poco diplomatica, questa persona ha capito che sono genuina e buona di cuore e l’ho voluta omaggiare in questo brano. Questo mio “difetto” fa anche un po’ parte della mia cultura, gli arabi hanno il sangue e la testa calda, tendono ad essere iracondi ed io mi ci ritrovo abbastanza. Ma c’è anche tanto altro nella nostra cultura: colori, profumi, sapori immagini; ho voluto rimarcarlo nel testo perché ci tengo.

C’è un messaggio che vuoi evidenziare?

Il messaggio è saper andare oltre queste dicerie che vengono propinate dai poteri forti per annientare una popolazione piuttosto che un’altra. Le persone hanno paura di conoscerci e di viverci ma chi è veramente intelligente va oltre i racconti degli altri, non si ferma alle apparenze. Con il Medioriente si è sempre presa la scusa della religione, pur non conoscendola, per fare terrorismo. Con questa canzone cerco di sensibilizzare e di non soffermarsi alla prima informazione. Ho scelto proprio questo titolo per far luce su questa situazione.

Ti vedi cambiata rispetto ai tuoi esordi?

Moltissimo. A livello personale, prima ero timidina, non volevo far niente se non nella mia cameretta. Adesso invece mi butto, sperimento e mi metto in gioco.

Ci racconti l’esperienza con Area Sanremo?

È stata l’esperienza più bella della mia vita. Sono arrivata finalista ma, al di là del risultato, ho conosciuto tantissime persone con le quali intrattengo rapporti tuttora. È stata un’opportunità di aggregazione e si sono aperte nuove possibilità.

Neidia: fuori il nuovo singolo “Medioriente” 2
Neidia

Come hai superato le difficoltà che hai incontrato durante la tua gavetta?

Con la frustrazione, c’è stata e ci sarà sempre. Con il tempo ho trovato l’equilibrio giusto per poterle gestire. Una delle grandi frustrazioni ricevute è iniziare un grosso lavoro e sapere che fosse un lavoro a termine. Nella musica ho capito che non c’è l’indeterminato, sei sostituibile e non dipende da te ma da altre logiche come il mercato.

Come occupi il 20% rimanente del tempo che hai a disposizione?

Studio. Sto conseguendo una laurea in scienze dell’educazione. Mi interessa molto il lato educativo e pedagogico, mi piacerebbe entrare al conservatorio musico-terapia e uno dei requisiti principali è la laurea.

Se ti chiedessi di descrivere la tua musica con tre aggettivi quali useresti?

Originale, educativa e unica.

C’è una frase o un verso che hai scritto a cui sei legata o che ti rappresenta?

In quest’ultima traccia in particolar modo quando dico “mi piaci quando dici che ricordi il Medioriente, quando faccio i disegni con l’hennè sulla mia pelle”. Non tutti dicono a primo impatto che io sia araba, non si nota subito. C’è stato un bel miscuglio con mia mamma che è italiana. Tutto al contrario di mia sorella che sembra più mediorientale di me.

Programmi per il futuro?

Stiamo lavorando ad un EP. In questa stagione uscirà un nuovo brano.

Un sogno musicale che speri di realizzare?

Avere una risonanza forte ed internazionale come quella di Laura Pausini. Non per la fama o il successo, ma perché vorrei essere un modello educativo per tante persone che si sono smarrite nel tempo.

Articolo a cura di Simone Ferri

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