Mixed Feelings, “Sterile Armonia”: un’ode alla fragile bellezza della quotidianità

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Nati nel 2016 nella provincia di Cosenza, i Mixed Feelings sono un trio indie-alternative composto da Angelo Pellicano, Christian Tamburi e Fabiano Perrupato che si distingue per le sue sonorità originali e la sua capacità di creare atmosfere emotivamente intense, con testi maturi e un sound in bilico tra alternative rock, shoegaze e cantautorato. In questa intervista ci hanno parlato un po’ di loro e di “Sterile Armonia”, una nuova versione in cui il brano si trasforma in un’ode alla fragile bellezza della quotidianità…

Ciao, innanzitutto vi chiedo di parlare un po’ di voi agli amici di Musica361…
(Angelo): Ciao e grazie per questo spazio. Il progetto M.F. nasce inizialmente come duo acustico nel 2016, tra me e il chitarrista Christian Tamburi, entrambi della provincia di Cosenza. All’inizio il progetto era basato semplicemente sulla voglia di suonare qualcosa assieme senza grosse pretese. Solo successivamente abbiamo iniziato a buttare giù alcune idee, ma pensandole sempre come duo acustico e anche in sede live, abbiamo avuto sempre questo approccio molto minimale. Con l’incontro di Fabiano (Woods’way) Perrupato, che in realtà è stato più che altro un ritrovarsi (ci conosciamo da almeno vent’anni), abbiamo posto le basi per un qualcosa di diverso, che ha visto confluire le prime idee concrete nell’EP Fasi uscito lo scorso 21 Giugno (anche in una piccola ma graziosa tiratura limitata su cd). Dopo l’uscita dell’ EP e qualche live di rodaggio in trio, abbiamo iniziato a buttare giù le idee per il materiale nuovo e abbiamo rimesso mano anche a brani più datati, come appunto Sterile Armonia, totalmente rivisitata negli arrangiamenti e nel sound.
(Chris): Incontrai Angelo per la prima volta nei primi anni 2000, esattamente quando iniziai a prendere le mie primissime lezioni di chitarra. In quello stesso periodo, incontrai anche Fabiano. Solo molti anni dopo, uniti dall’affinità dei nostri gusti, io ed Angelo iniziammo a provare le nostre prime cover. Il resto della storia vi è stato già raccontato.

Come definireste il vostro genere musicale e quali sono i vostri cantanti o gruppi di riferimento?
(Angelo): Mi piace pensare al sound dei Mixed come qualcosa di delicato ma emotivamente intenso. Dentro puoi trovare elementi cantautorali, ma anche rock e shoegaze e direi anche dream-pop. Alcuni artisti di riferimento almeno per me sono Umberto Maria Giardini (Moltheni), Stefano “Edda” Rampoldi e anche band come i Placebo, ma la lista sarebbe davvero troppo lunga.

(Fabiano): Inquadrare i Mixed in un genere specifico credo sia davvero arduo. Ovviamente abbiamo delle sonorità risaltanti, derivate principalmente da influenze che possiamo riconoscere nel rock, e per quanto mi riguarda nell’elettronica. Il voler uscire fuori dai canoni classici di un genere è ciò che più amo fare nel raccontarsi attraverso la musica. E credo sia fondamentale non provare ad inquadrarci in un genere o sottogenere specifico, perché ognuno di noi è “in continuo movimento”, per citare uno dei miei album preferiti. L’ascolto, il percorso artistico e stilistico differente nel corso degli anni, ci ha portati a ritrovarci e a fondere il tutto in quello che è stato “FASI”, ma già dai prossimi brani che a breve pubblicheremo , daremo un assaggio di quello che sarà il nostro primo album come trio, spaziando tra sonorità post punk, alternative, trip hop, ed altro ancora , amalgamando il tutto con dell’elettronica delicata.

(Chris): Le nostre influenze stilistiche sono molteplici, ma legate fra loro dai fili conduttori del nostro background musicale e dalle molteplici sfumature che costituiscono il quadro emozionale e musicale.

A proposito di generi musicali, oggi quello che va per la maggiore è la trap che però ha attirato anche tante critiche, cosa ne pensate?
(Angelo): devo ammettere che ad oggi per me è un genere cui faccio veramente fatica ad approcciarmi, ma credo sia dovuto semplicemente alla mia età. So però che è un genere molto seguito dalle nuove generazioni, anche se forse ha già avuto il suo apice in Italia e credo che attualmente sia in una fase di discesa.

(Fabiano): sono cresciuto ascoltando tanto rap americano e tutto ciò che ne è derivato negli ultimi 20 anni. Il problema è che in Italia, purtroppo, si tende a riproporre (male) quello che passa il “commercio” internazionale della musica. Si impara il compitino da fare a casa (male anche questo), ci si traveste con il costume adatto in questione ed il gioco è fatto, ma la musica è fatta di linguaggi specifici, di esperienza e tantissimo impegno, oltre che di passione e talento. La trap non ha nulla a che vedere con ciò che definiscono tale nel nostro Paese… non credo serva aggiungere altro su questo argomento.

Da poco è uscito il vostro ultimo pezzo, “Sterile Armonia”, volete parlarcene?
(Angelo): Un brano a cui tengo particolarmente, perché inizialmente era stato concepito in una maniera totalmente diversa rispetto a questa versione. Poi c’è da dire che dentro il testo c’è davvero una parte importante della mia vita, anni particolari, veloci, intensi.

(Fabiano): Lavorare sull’arrangiamento e la produzione di questo brano è stato così coinvolgente da amarlo come se fosse una mia creatura. Ciò che Angelo e Chris volevano raccontare con questo brano, mi è arrivato dritto al cuore. Fare della musica insieme a loro è davvero soddisfacente e spontaneo.
(Chris): “Sterile Armonia” è un brano a cui sono molto legato poiché è il primo scritto da me ed Angelo. Fabiano ha saputo farlo suo in maniera eccelsa, devo dire!

Si tratta di una nuova versione, in cosa consiste la rivisitazione?
(Angelo): L’incontro artistico, ma prima di tutto umano con Fabiano ha giovato particolarmente al progetto. Oltre ad essere un ottimo musicista e anche un produttore con un gusto per il sound davvero notevole. Su Sterile, ha enfatizzato ma senza mai andare oltre, tutta l’emotività del brano e sono davvero orgoglioso di questa versione che ripeto è stata totalmente riregistrata e riarrangiata. Ora il brano ha una sua maturità e unicità.

(Fabiano): Ringrazio Angelo per avermi definito “produttore”, ma in tanti non sarebbero d’accordo, e per il momento neanche io (ahahaha).

(Chris): Più che rivisitazione, azzarderei la parola “metamorfosi”. Mi piace pensare al brano come un bruco che si trasforma in bellissima falena per poi spiccare il volo. Questo paragone per spiegare la naturalezza con cui cio è stato possibile grazie alla nostra affinità umana, artistica, emozionale condita con intervalli di umorismo tra un take e l’altro!

Secondo voi quali sono le maggiori criticità nel fare musica in Italia?
(Angelo): Credo che la criticità maggiore per un progetto indipendente e ai margini (riferendomi alla nostra origine) come il nostro e tanti altri, siano proprio le grandi distanze, che spesso non consentono di concretizzare amicizie e incontri professionali o per eventi dedicati. E’ vero, abbiamo la tecnologia dalla nostra parte, ma sappiamo bene che un progetto di questo tipo, deve andare oltre le piattaforme e farsi conoscere per ciò che dovrebbe saper fare meglio, cioè i live. Ecco, io per esempio credo fortemente nei concerti dal vivo come sostentamento concreto di un progetto musicale, che siano anche piccoli, ma nei contesti giusti.

(Fabiano): In Italia manca la fiducia. In generale. Ci si rapporta ad ogni cosa seguendo e inseguendo le tendenze, il guadagno, e la speranza di avere più di quanto già si ha. Se imparassimo a valorizzare i contenuti, la qualità, a partire dalle piccole cose e dai piccoli centri, ne gioveremmo sotto ogni aspetto. In un luogo in cui l’arte dovrebbe essere padrona , e di conseguenza cultura, viviamo di congetture, stereotipi, e totale mancanza di fiducia verso il concetto di “nuovo” o “diverso”. Parlo della musica e di tutte le forme artistiche, ma è palesemente un pensiero che si può constatare sotto ogni aspetto.

Sanremo è appena finito, lo avete visto? Avete fatto il tifo per qualcuno?
(Angelo): Ammetto di vedere il Festival ogni anno per capire l’andamento della musica leggera italiana e anche se aimè, ho avuto la conferma che il binomio manager giusto + casa discografica rilevante, possa fare la differenza, sono rimasto piacevolmente colpito dal podio che oltre al vincitore (quasi scontato da mesi), ha visto il secondo posto di Lucio Corsi e il terzo di Dario Brunori, artista corregionale che ammiro per il suo percorso e per la sua personalità schietta e mai sopra le righe. Inoltre, vedere il suo direttore d’orchestra Stefano Amato, corregionale anche lui e di un paese molto vicino al nostro, mi ha riportato indietro nel tempo di diversi anni, quando in un paio di occasioni abbiamo condiviso i piccoli palchi di provincia.

(Fabiano): Vorrei partire dal presupposto che è il festival della canzone italiana, non dell’artista e delle major. In principio si componevano le canzoni per il festival e poi venivano assegnate agli interpreti che avrebbero partecipato. Detto ciò, non sono mai stato un fan di questo evento, ma l’ho sempre guardato, per curiosità e perché amo la musica a 360 gradi. Ho smesso di farlo da un po’ di anni, da quando mi son reso conto che non è diventato altro che l’ennesima vetrina discografica, in cui pochi rendono giustizia a chi si è sudato e guadagnato il privilegio di stare su questo palcoscenico comunque storico ed iconico.

Prima di lasciarci volete rivelarci i vostri progetti futuri?
(Angelo): Sicuramente continuare a scrivere materiale nuovo, ma soprattutto mi piacerebbe tornare presto live, credo che non ci sia cosa più bella di uscire fuori da un player asettico su un display e portare le giuste vibrazioni emotive dal vivo.

(Fabiano): Credo di aver spoilerato la risposta a questa domanda in una precedente! Scherzi a parte, la produzione è un mondo che mi affascina molto, in cui voglio crescere e studiare il più possibile. Con Angelo e Chris il lavoro in studio è partito da poco, ma abbiamo già fatto molto, e questo molto non vedo l’ora di condividerlo con chi avrà il piacere di ascoltarlo, seduto sul divano di casa, ma soprattutto durante i nostri live! …..Sperando così di potermi finalmente comprare una Harley!

(Chris): Senza ombra di dubbio, tornare “on the Road” con Angelo e Fabiano a suonare la nostra musica e comporne di nuova. In più, non smettere mai di imparare e di crescere artisticamente e umanamente.

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Ruggero Biamonti
Ruggero Biamonti
Autore con esperienza decennale presso importanti realtà editoriali quali Rumors.it (partner di MSN), Vivere Milano, Fondazione Eni e Sole 24 Ore Cultura, si occupa di temi che spaziano dall'intrattenimento al lifestyle.
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